Un ultimo caffè insieme prima delle feste

Ci si rilegge nel 2026

Multipotenzialità al femminile, tempo, passioni e diritto di mettersi al primo posto: un saluto di fine anno alle donne che cercano equilibrio.

Se sei qui a leggere, prima di tutto: grazie. Davvero.

Questo articolo nasce con un intento molto semplice e molto sentito: salutarti, farti gli auguri di Natale e dirti che per qualche settimana il blog si prende una pausa. Questo è l’ultimo articolo del 2025. Ci rivedremo qui, con parole nuove e la stessa voglia di fare chiarezza, giovedì 8 gennaio, la settimana dopo l’Epifania.

Nel frattempo, mi sembrava giusto fermarci un attimo. Guardarci indietro. Fare quel recap che non è nostalgia, ma consapevolezza.


Da dove siamo partite (e dove siamo arrivate)

Multipotenzialità al femminile, gestione del tempo ed energie sono stati i fili conduttori di questo anno insieme.

Quest’anno abbiamo parlato tanto di multipotenzialità al femminile. Di quella sensazione di essere “troppo”: troppe idee, troppi interessi, troppe vite in una sola giornata.

Abbiamo smontato qualche etichetta. Abbiamo rimesso al centro il valore della complessità. Abbiamo detto, più volte e senza troppe scuse, che non c’è niente di sbagliato nel non voler scegliere una cosa sola.

Poi, passo dopo passo, il discorso si è allargato.

Abbiamo parlato di tempo, di energie, di confini. Di stanchezza vera, non quella da agenda piena per sport. Di donne capaci, competenti, generose… e spesso esauste.

E siamo arrivate lì, al punto che per me è cruciale:

Ogni donna ha il diritto di mettersi al primo posto.

Non per egoismo. Non per disinteresse verso gli altri. Ma per sopravvivenza emotiva, mentale, fisica.


La famosa “sindrome della crocerossina”

Parlare di donne, cura e sacrificio significa anche mettere in discussione modelli culturali molto radicati.

L’abbiamo chiamata per nome, senza troppi giri di parole.

Quella convinzione – culturale, radicata, quasi invisibile – che ci porta a sentirci responsabili delle scelte altrui, del benessere di tutti, dell’equilibrio del mondo.

Spoiler (ma non troppo):

Non lo siamo.

Prenderci cura non significa sacrificarci. Essere presenti non significa annullarci. Voler bene agli altri non può voler dire volerci sistematicamente meno bene.

Mettersi al primo posto non è un tradimento. È un atto di maturità.


Io, i miei pezzi, le mie passioni

In questo spazio ho intrecciato esperienza personale, lavoro e passioni, perché credo che l’equilibrio non sia una teoria ma una pratica quotidiana.

In mezzo a tutto questo, mi sono raccontata. Ho parlato del mio lavoro, del mio modo di stare nel mondo, delle cose che mi tengono viva anche quando le giornate sono piene fino all’orlo.

E sì, ho parlato di libri. Perché leggere è una delle mie grandi passioni e, nel tempo, è diventato anche uno strumento di lavoro su di me.

Tra le mie letture ci sono saggi di formazione, libri che aprono riflessioni e domande scomode, ma anche tanta narrativa.

Per chi ama esplorare i libri come strumenti di crescita e piacere, realtà come IBS.it o Il Libraio offrono spunti interessanti e panoramiche sempre aggiornate sul mondo editoriale italiano. Romanzi che fanno compagnia, che consolano, che spostano lo sguardo.

Ogni tanto poesia, perché certe cose si capiscono meglio per immagini che per concetti. Qualche filosofo – e qui non posso non citare Nietzsche, che continua a essere una delle mie voci di riferimento (un buon punto di partenza per orientarsi è l’approfondimento dedicato su Treccani) – e testi di crescita personale che ho trovato stimolanti e concreti, come quelli di Giulio Dori, Paolo Crepè, Paolo Borzacchiello, Alice Wusch o Giovanni Allevi.

E ho parlato anche di scrittura, di romanzi, di storie. Perché raccontare è un modo potentissimo di dare senso alle cose.

E, insieme ai libri, ho raccontato anche un’altra grande passione: la musica. In particolare i musical, che trovo una forma d’arte straordinaria.

Un linguaggio artistico che, anche in Italia, sta crescendo molto e che viene raccontato e approfondito da portali culturali e teatrali dedicati allo spettacolo dal vivo.

Il musical mette insieme musica, parola, corpo, talento, emozione, racconto e scenografie. È un mondo complesso e affascinante, capace di parlare a pubblici diversi e di viaggiare nel mondo, portando messaggi che attraversano confini, lingue e culture.

Un po’ come succede alle storie quando funzionano davvero.


Grazie (sul serio)

Grazie a chi legge in silenzio. Grazie a chi risponde, scrive, condivide. Grazie a chi magari è arrivata qui stanca e si è sentita, anche solo per un attimo, meno sbagliata.

Questo spazio esiste perché esistete voi.

Ora è tempo di rallentare, di stare, di vivere le feste come meglio si può, non come “si dovrebbe”.

Ci rivediamo giovedì 8 gennaio, con nuovi articoli, nuove riflessioni e la stessa idea di fondo:

Non devi salvare nessuno per meritarti spazio, tempo ed energia.

Buon Natale, buone feste,

Prenditi cura di te.

Con affetto

Raffaella

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