Ci sono giorni in cui ti senti stanca ancora prima di iniziare.
Apri gli occhi e sei già in affanno, la testa parte in automatico: cose da fare, persone da gestire, scadenze, responsabilità.
E la sensazione è sempre quella: “Non ce la faccio più così.”
Ma pensaci bene: Se fosse solo stanchezza, basterebbe riposare, dormire di più, staccare e invece anche quando ti fermi quella sensazione resta.
Il punto non è quanto fai, è cosa scegli.
Quello che vedo spesso (e forse ti ci ritrovi anche tu) è questo: non è il “troppo” a pesare davvero.
È il fatto che quel troppo non lo senti tuo.
Giornate piene di cose:
- da fare
- da portare avanti
- da gestire
Ma quante di queste le hai davvero scelte?
E non “perché era giusto”, “perché toccava”, “perché qualcun altro si aspetta che io lo faccia”.
Scelte vere, tue, allineate ai TUOI deisderi e bisogni.
Perché c’è una differenza enorme tra: “Devo farlo”e “Scelgo di farlo”
All’esterno sembra simile ma non è così.
Dentro… cambia tutto.
Quando smetti di scegliere, inizi a subire
E qui arriva la parte un po’ scomoda.
Quando ti senti costantemente schiacciata, in affanno, svuotata…è facile pensare che sia colpa di tutto quello che hai intorno: il lavoro, la famiglia, il tempo che non basta mai.
Ci sono responsabilità reali, concrete maa c’è anche una verità che spesso evitiamo:
a un certo punto smettiamo di scegliere… e iniziamo a subire.
- Subiamo abitudini
- Subiamo aspettative
- Subiamo ruoli che non abbiamo mai davvero messo in discussione
Non perché siamo incapaci ma perché siamo abituate così e non ci fermiamo a chiederci: “Lo voglio davvero?”
Un piccolo angolo di psicologia (promesso: semplice)
Esiste un concetto che si chiama locus of control, è il modo in cui percepisci il controllo sulla tua vita.
- Esterno → “Mi succedono cose, non posso farci molto”
- Interno → “Non controllo tutto, ma posso scegliere come agire”
La maggior parte delle persone, quando è stanca e sopraffatta, scivola verso l’esterno, è fisiologico, normale, umano.
Ma restarci a lungo ha un effetto preciso: ti senti sempre più impotente, anche quando in realtà uno spazio di scelta ce l’hai.
Non devi cambiare tutto. Devi iniziare a vedere
No, non ti sto dicendo che da domani devi rivoluzionare la tua vita.
Quello che puoi fare (oggi) è molto più semplice.
E molto più potente: iniziare a distinguere.
Vedere se, dove e cosa stai scegliendo senza giudicarti e senza fretta, a piccoli passi.
Mini esercizio (5 minuti non di più)
Prendi un foglio (o le note del telefono, va bene lo stesso).
Dividilo in due colonne:
1. “Lo faccio perché devo”
2. “Lo scelgo”
Ora scrivi.
Senza pensarci troppo. Senza filtrare.
Anche cose piccole:
- rispondere subito ai messaggi
- dire sempre di sì
- prenderti carico di tutto
- rimandare quello che è per te
Poi fermati un attimo e guarda.
Non per cambiare tutto ma per iniziare a vedere dove nasce quella sensazione di peso.
Se ti aspettavi la soluzione magica, mi spiace deluderti ma NON ESISTE.
C’è però un primo passo molto concreto:
smettere di raccontarti che “non hai scelta” quando, almeno in parte, non è vero.
È scomodo, ma è l’unico punto da cui può iniziare un cambiamento reale.
E se senti che da sola fai fatica a vedere, a fare ordine, a fare quei primi passi non preoccuparti.
A volte avere qualcuno accanto che ti aiuta a fare chiarezza, a rimettere a posto i pezzi, a trasformare i pensieri in azioni concrete, fa la differenza e puoi contattarmi quando vuoi ( in DM sul profilo @raffaella_alprimoposto o via email contatti@raffaelladellea.com) oppure puoi fissare una videocall gratuita
Ma la scelta, anche lì, resta tua.