Cara " figlia del dovere",
vorrei dedicare questa lettera aperta a te che tieni insieme i pezzi di una vita caotica, che hai sempre una lista in testa, anche quando dovresti riposare.
Quella che si prende cura di tutti… e poi, se resta tempo, forse anche di sé.
Vorrei porti una domanda diretta: "Come ti parli, quando nessuno ti sente?"
Non quando rassicuri i tuoi figli o incoraggi un’amica, non quando ascolti il tuo collega che si lamenta o ti rendi disponibile per fare commissioni per tua madre o snoccioli le istruzioni su come far partire la lavatrice a tuo marito.
Parlo di quella voce che parte dentro la tua testa quando qualcosa non va come previsto, quando dimentichi una cosa, quando sei stanca.
Quando ti guardi intorno e ti sembra che le altre facciano tutto meglio di te.
Perché, vedi, io di donne che “non fanno abbastanza” ne incontro tante e mi sono sentita "non abbastanza" per decenni.
Ma, al contrario di ciò che pensi, il problema non è l’organizzazione o la mancanza di tempo.
Il problema è che dentro hanno un tribunale permanente e tu sei un giudice severissimo.
“Avrei dovuto pensarci prima!”
“Se fossi più brava, non sarei così in affanno.”
“Non sono costante.”
“Non sono abbastanza… ”
E intanto fai. Fai tantissimo ma la voce interiore sposta sempre l’asticella un po’ più in sù.
Ma devo dirtelo, anche se probabilmente non ti piacerà: se ti parli così, non c’è agenda che tenga.
Puoi avere il planner più bello del mondo, il metodo più strutturato, la to do list colorata per priorità.
Ma se dentro ti racconti che sei inadeguata, vivrai ogni giornata come una prova da superare.
E sai qual è la cosa più subdola? Il più delle volte non ti accorgi nemmeno di quanto sei dura con te stessa.
Pensi sia normale, che sia una questione di disciplina, di forza di volontà, di valore ma non è così!
Parleresti così a tua figlia?
Alla tua migliore amica?
A una persona in difficoltà?
No, vero?
E allora perché con te sì?
Non ti sto invitando a diventare indulgente ma a fare un passo molto più importante e profondo. Ti sto chiedendo di darti il rispetto che meriti!
Rispetto per la fatica che fai ogni giorno, per la complessità che gestisci, per le tue caratteristiche, le tue qualità. la tua sensibilità, la tua unicità.
Rispetto Per il fatto che sei una donna piena di interessi, responsabilità, desideri e idee anche se tenere tutto insieme non è una passeggiata.
Quando ti dici “Sono un disastro con il tempo”, non stai descrivendo un fatto, ti stai dando un'etichetta e il cervello percepisce le parole come verità assolute.
La tua testa è programmata per dìfare di tutto per dimostrarti che hai ragione.
E se provassi a dirti: “In questo periodo sto facendo fatica a incastrare tutto. Cosa posso semplificare?”
Ti metteresti nella posizione di poter cambiare.
La differenza è sottile ma significativa.
Sai qual è un’altra frase che sento spesso o che "impregna l'aria" anche se non viene detta?
“Prima gli altri. Io dopo.”
Se dentro di te non ti dai il permesso di occupare spazio, ci sarà sempre qualcun altro pronto a prenderlo.
La comunicazione verso te stessa è il software invisibile che guida le tue scelte.
E no, non cambia in un istante ma poco a poco con rispetto e costanza.
Ti lascio un piccolo esercizio, semplice ma non banale.
Per una settimana, osserva la frase che ti dici nei momenti di stress.
Quella che parte automatica.
Scrivila. Nero su bianco.
Poi chiediti:
“È vera al 100% o è una sentenza, un giudizio nei miei confronti?”
Poi prova a "trasformarla"
Da
“Non ce la farò mai.”
a
“Così, da sola, è troppo. Cosa posso delegare?”
Da
“Sono sempre indietro.”
a
“Oggi ho fatto il possibile con le energie che avevo.”
Senti la differenza?
Non hai bisogno di fare di più per valere di più, hai bisogno di smettere di parlarti come se dovessi sempre dimostrare qualcosa.
Perché quando cambi il dialogo interno, cambia tutto il resto.
E fidati: è una rivoluzione silenziosa, ma potentissima.
Vale davvero la pena continuare a trattarti come un progetto da aggiustare oppure è tempo di iniziare a parlarti come a una donna che sta facendo del suo meglio, ogni santo giorno?
La prossima volta che sbagli, che dimentichi, che non riesci a fare tutto…
prova a dirti:
“Va bene. Ripartiamo da qui.”
Non è debolezza è equilibrio, rispetto, forza.
Con Affetto
Raffaella ( ex figlia del Dovere)