Competizione - Pro e contro

come smettere di confrontarti con gli altri e iniziare a crescere davvero

Non ho mai pensato a me come a una persona competitiva.

Non avevo quella spinta a voler vincere, a superare gli altri, a dimostrare qualcosa. E probabilmente è anche per questo che non sono mai stata particolarmente brillante nello sport.

Per tanto tempo ho pensato che fosse una mi acaratteristica innata, come gli occhi azzuuro grigi, poi, crescendo, ho iniziato a guardare la cosa da un’altra prospettiva.

Perché la verità, anche se non mi piace, è che la competizione, in qualche modo, fa parte della nostra vita: nel lavoro, nelle relazioni, perfino nelle piccole cose quotidiane.

Per anni ho provato, senza rendermene conto, a stare dentro a un modello che non era il mio, quello del confronto continuo.
Quello del “fare di più”, “essere di più”, “arrivare prima”. Solo che per me non funzionava.

Più mi confrontavo con gli altri, più mi sentivo fuori posto.
Più cercavo di rincorrere standard esterni, più perdevo di vista me stessa.

A me non interessa essere più di qualcun altro.

Se vedo una donna più ricca, più conosciuta, più brillante… il mio primo pensiero non è “devo arrivarci anche io” ma: sono felice per lei.

Perché quello che mi interessa davvero è stare bene, costruire qualcosa che mi somigli, creare spazi e tempi che rispettino i miei ritmi, i miei valori, la mia energia.

Ho capito che sì, in fondo una forma di competizione esiste anche per me. Una competizione silenziosa, che non si vede da fuori: quella con me stessa.

È più una serie di domande che mi accompagnano, giorno dopo giorno.

Posso fare questa cosa un po’ meglio di ieri?
Posso trovare un modo più leggero?
Posso ascoltarmi un po’ di più?

Non cerco di vincere, cerco di capire, di sentire, di vivere pienamente.

Grazie a questa competizione interna e alla mia enorme curiosità sperimento, provo, sbaglio, aggiusto e piano piano costruisco qualcosa che funziona per me.

Non è facile, anche la competizione con se stesse, se non ci fai attenzione, può diventare una trappola.
Succede quando inizi a non concederti errori, quando ogni risultato diventa un giudizio, quando senti di non essere mai abbastanza.

E lì capisco subito che c'è qualcosa che stona, che mi crea disagio o malessere.

Quando entro nella fase: "Mi fermo, non cresco più" è perchè sto cercando approvazione.

Col tempo ho capito che il punto non è fare di più ( e nemmeno organizzarsi meglio nel senso classico del termine).

Il vero nodo, almeno per me, è stato un altro: imparare a scegliere.

Scegliere come usare il mio tempo, dove mettere la mia energia, cosa è davvero importante e cosa invece posso lasciare andare.

Perché il confronto con gli altri ha un effetto molto preciso: ti riempie la vita di cose non tue.

Ti ritrovi a fare, rincorrere, dimostrare ma non sai nemmeno perché.

Quando invece riporti l’attenzione su di te, qualcosa cambia.

Inizi a farti domande diverse, a togliere, a creare spazio.

E in quello spazio ti ritrovi, inizi a fare meglio le cose, con meno fatica e più chiarezza.

Mini Esercizio 

Prenditi cinque minuti e chiediti: in quali momenti della mia giornata mi confronto di più con gli altri?

Non serve analizzare tutto. Basta che tu ne scelga uno.

E poi chiediti: cosa farei, in quel momento, se smettessi di confrontarmi?

A volte basta questa domanda per vedere le cose in modo diverso.

Chiudo con un pensiero che negli ultimi tempi mi accompagna spesso.

La vita è troppo breve per viverla cercando di essere “più” di qualcuno e troppo preziosa per sprecarla rincorrendo standard che non ci appartengono.

Puoi scegliere un’altra strada, non perfetta, ma TUA

Se senti che vuoi iniziare a fare un po’ di spazio, senza rivoluzionare tutto, puoi partire da piccoli passi concreti.

Ho preparato una guida gratuita proprio per questo: per aiutarti a ritrovare tempo, energia e chiarezza, fin dal risveglio.

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