L’ansia da separazione è una fase comune dei bambini e riguarda la difficoltà di separarsi dalle figure di riferimento, in particolare dai genitori. Può manifestarsi con pianti intensi, paura, rifiuto di andare a scuola o all’asilo, lamentele fisiche o forte bisogno di rassicurazione. Comprendere le cause di questo comportamento è il primo passo per aiutare il bambino a vivere la separazione in modo più sereno.
L’ansia da separazione compare solitamente tra gli 8 mesi e i 3 anni, ma può presentarsi anche più avanti, soprattutto in momenti di cambiamento. È una reazione emotiva legata alla paura di perdere la figura di attaccamento o di non rivederla più. In forme lievi è del tutto normale; diventa un problema quando è intensa, persistente e interferisce con la vita quotidiana del bambino.
Non c’è una causa precisa ma un insieme di concause per cui bisogna tenere presente il bambino sta imparando a riconoscere e gestire le proprie emozioni, ma non ha ancora gli strumenti per farlo in modo autonomo, cambiamenti o eventi stressanti: l’inizio della scuola, un trasloco, la nascita di un fratellino o tensioni familiari possono aumentare l’ansia, potrebbero esserci esperienze di separazione vissute come traumatiche: ricoveri, assenze improvvise o separazioni non spiegate e paure che il bambino vive temendo che accada qualcosa a sé o al genitore durante la separazione.
I comportamenti più comuni che il bambino mette in atto per manifestare il suo disagio nella separazione possono essere pianto o crisi al momento del distacco, rifiuto di restare con altri adulti, mal di pancia, mal di testa o nausea senza cause fisiche, difficoltà a dormire da solo, forte bisogno di controllo e rassicurazioni continue.
Quando osserviamo questi comportamenti è importante essere di supporto al figlio/a
aiutandolo a non sminuire la paura ma riconoscerla: sentirsi compreso aiuta il bambino a calmarsi.
Creare routine prevedibili perché la prevedibilità rassicura: impostare una routine quotidiana, avere dei riti come salutarsi sempre allo stesso modo e spiegare cosa succederà dopo aiuta il bambino a sentirsi al sicuro.
Lo stacco deve avvenire, quando possibile, con distacchi brevi e aumentare gradualmente il tempo lontani, permettendo al bambino di abituarsi, facendo sempre percepire al bambino sicurezza e mostrarsi sereni e fiduciosi.
Gradualmente inizierà a rinforsarsi l’autonomia
attraverso anche i piccoli successi (“Ce l’hai fatta!”) ed evitando addii di nascosto. Andarsene senza salutare può aumentare la paura. È meglio salutare chiaramente, anche se è difficile.
E’ importante tenere presente che se l’ansia da separazione persiste nel tempo, è molto intensa o impedisce al bambino di frequentare la scuola o svolgere attività quotidiane, può essere utile rivolgersi a un professionista (Pediatra, Pedagogista o Psicologo).L’ansia da separazione non è un capriccio, ma un segnale di un bisogno emotivo. Con comprensione, presenza e strategie adeguate, il bambino può imparare gradualmente a separarsi con maggiore serenità, sviluppando sicurezza e fiducia nel mondo e in se stesso.