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Ogni tanto succede che qualche persona sensibile mi scriva per dirmi grazie. Marta lo ha fatto, in un modo delicato e generoso. Ha voluto raccontarmi la sua storia... e io le ho chiesto di poterla pubblicare, mettendola in ordine per voi, perché le sue parole possano tornarvi utili. Dalla sua storia ho tratto ispirazione anche per i reel che in questi giorni sto pubblicando in Instagram. Grazie a Marta, spero che molte persone trovino la strada verso il benessere, come ha fatto lei.
Klaudia Fliegelova
Ci sono momenti nella vita in cui tutto sembra troppo.
Troppo rumore nella mente. Troppo peso nel cuore. Troppa stanchezza nel corpo.
Eppure, da fuori, nessuno se ne accorge davvero.
Per molto tempo ho vissuto proprio così. In silenzio. Continuando a fare ciò che dovevo fare, a lavorare, a prendermi cura delle persone intorno a me… mentre dentro sentivo crescere una fatica difficile da spiegare.
Non era un problema preciso. Era un accumulo. Giorni, settimane, a volte mesi in cui continuavo ad andare avanti senza riuscire davvero a ritrovare il mio equilibrio interiore.
Quando le emozioni diventano troppe.
Sono sempre stata una persona sensibile. Empatica, attenta agli altri, capace di percepire le emozioni nelle persone e nelle situazioni. Per molto tempo ho pensato che fosse solo una parte di me, qualcosa di naturale.
Poi, lentamente, qualcosa è cambiato. Le giornate sono diventate più pesanti. La sera arrivavo stanca, ma il sonno non arrivava facilmente. Mi sdraiavo e la mente continuava a ripercorrere pensieri, parole, episodi della giornata. Anche nel silenzio della notte, dentro di me c’era un movimento continuo. E al mattino, spesso, mi svegliavo già stanca.
Non era solo una questione di impegni. Era qualcosa di più sottile: una sensazione costante di sovraccarico emotivo. Ogni cosa sembrava toccarmi più del dovuto. Una parola, una critica, una preoccupazione.
A volte mi chiedevo se fossi io il problema. Perché gli altri sembravano andare avanti con più leggerezza, mentre io sentivo tutto così intensamente.
Quando ho capito che non ero fragile.
Un giorno, parlando con una persona di fiducia, ho sentito una frase che mi ha fatto riflettere profondamente:
“Forse non sei fragile. Forse sei solo sovraccarica.”
Quelle parole hanno aperto uno spazio nuovo dentro di me.
È stato in quel momento che ho deciso di acquistare il Kit di Emergenza Emotiva. Lo conosco perché sono iscritta alla Newsletter dell' Accademia di Emozionologia. Volevo vedere se riuscivo a disfarmi di quel "sovraccarico".
Non l’ho vissuto come un percorso impegnativo o qualcosa di difficile da affrontare. Piuttosto, come una possibilità di avere finalmente degli strumenti per prendermi cura delle mie emozioni.
Ho deciso di provarlo con calma, senza aspettative troppo grandi.
Ed è proprio così che è iniziato il cambiamento.
Il primo passo: ritrovare il riposo.
La prima cosa che ho iniziato ad usare sono state le meditazioni guidate di riconnessione a 432 Hz.
All’inizio non ero sicura di riuscire a meditare. Avevo provato altre volte, senza grande successo. La mente sembrava sempre voler correre altrove.
Ma queste meditazioni erano diverse.
La voce guidata, il ritmo lento, la musica in sottofondo creavano uno spazio molto accogliente. Non c’era sforzo, solo un invito a respirare e ad ascoltare.
Dopo qualche giorno ho iniziato ad accorgermi di qualcosa di nuovo: la sera la mente si calmava più facilmente. Non sempre, non perfettamente… ma abbastanza da sentire finalmente il corpo rilassarsi.
Per la prima volta dopo molto tempo, il riposo tornava ad essere davvero riposo.
Liberare la tensione con il respiro.
Un altro strumento che ha fatto una grande differenza per me è stata la Respirazione del Fuoco.
All’inizio la osservavo con curiosità. Sembrava una pratica intensa, quasi energetica. Ma quando ho iniziato a praticarla ho capito subito quanto fosse efficace.
In pochi minuti riuscivo a sentire il corpo risvegliarsi. La tensione accumulata durante la giornata iniziava a sciogliersi.
Era come aprire una finestra in una stanza chiusa da troppo tempo.
Quella respirazione non solo mi aiutava a scaricare lo stress, ma mi dava anche una sensazione nuova: una piccola fiamma di energia nel plesso solare, come se la mia forza interiore tornasse lentamente ad accendersi.
Mettere ordine dentro di me.
Uno degli strumenti che non mi aspettavo di amare così tanto è stato il Diario Emozionale.
All’inizio pensavo fosse semplicemente uno spazio per scrivere. In realtà si è rivelato molto di più.
Le domande guidate mi aiutavano a fermarmi e ad osservare quello che provavo senza giudizio. Le pagine libere diventavano uno spazio in cui lasciare uscire pensieri e sensazioni che prima restavano intrappolati nella mente.
Scrivendo, ho iniziato a comprendere meglio le mie emozioni.
Non erano più un caos indistinto.
Diventavano parole, immagini, consapevolezze.
E quando trovavano spazio sulla carta… dentro di me diventavano più leggere.
La scoperta dei Fiori di Bach.
Un’altra parte del kit che mi ha incuriosito molto è stata il video guida sui Fiori di Bach.
Avevo già sentito parlare di questi rimedi naturali, ma non li avevo mai approfonditi davvero. Attraverso la guida ho scoperto il pensiero del dottor Edward Bach e la sua visione del legame tra emozioni e salute.
È stato come aprire una porta su un mondo nuovo.
Ho capito che le emozioni non sono nemiche da combattere, ma messaggeri da ascoltare. E che la natura può offrire alleati preziosi per accompagnare questo processo. Quella scoperta ha acceso in me una nuova curiosità verso il mio mondo interiore.
L’allenamento alla serenità.
Infine ho iniziato il percorso “7 Giorni per Ricominciare a Sorridere”.
La cosa che mi ha colpito di più è stata la semplicità.
Non c’erano tecniche complicate o richieste impossibili. Solo piccoli gesti quotidiani: una routine per iniziare bene la giornata, momenti di consapevolezza, azioni semplici per portare più presenza nella mia vita.
Giorno dopo giorno ho iniziato a sentirmi più centrata. Non è stata una trasformazione improvvisa, ma un allenamento gentile alla serenità. Ed è proprio quella delicatezza che ha fatto la differenza.
Ritrovare il mio centro.
Con il tempo mi sono accorta che qualcosa dentro di me era cambiato. Le giornate non erano necessariamente più semplici. La vita continuava con i suoi imprevisti, le sue responsabilità, le sue sfide.
Ma io non mi sentivo più travolta come prima. Avevo strumenti.
Strumenti per respirare quando lo stress aumentava. Per fermarmi quando la mente correva troppo. Per ascoltare le emozioni invece di combatterle.
E soprattutto avevo ritrovato una sensazione che credevo di aver perso: la fiducia di poter tornare al mio centro.
Un piccolo passo verso l’equilibrio.
La mia storia non è una storia straordinaria. Ed è proprio per questo che ho voluto raccontarla. Perché so che molte persone vivono la stessa fatica: la difficoltà di gestire emozioni intense, il bisogno di ritrovare equilibrio, il desiderio di sentirsi di nuovo stabili dentro.
Il Kit di Emergenza Emotiva per me è stato questo: uno spazio di ascolto, di cura e di riconnessione.
Non ha eliminato le mie emozioni. Ma mi ha insegnato ad attraversarle con più consapevolezza, più calma e più fiducia.
E a volte è proprio questo che fa la differenza: scoprire che dentro di noi esiste già la strada per tornare all’equilibrio.
Spero che voi che mi leggete, possiate prendere fiducia nella possibilità di stare meglio e prendiate il coraggio di offrirvi la possibilità che mi sono concessa io di liberarmi dal mio sovraccarico. Spero di esservi stata utile con le mie parole.
Marta.